THE SPACESHIP_FUORISALONE 2018

Concepts, Projects

Description

Il concept

Aprile 2018, una nave spaziale di legno atterra davanti al Castello Sforzesco, a Milano. Appoggiata sui suoi piedi metallici, dalla cabina in legno si apre un portellone che diventa rampa di accesso, permettendo ai visitatori di entrare e vivere qualche istante immersi in un futuro prossimo, suggestivo e amico del Pianeta.

La Rubner SpaceShip è il nuovo concept-building esposto al Fuorisalone 2018, sintesi dell’innovazione tecnologica che da oggi Rubner propone ai Progettisti secondo una filosofia Unlimited Design, con cui l’Azienda si impegna a soddisfare ogni richiesta della Committenza, senza alcun limite tecnologico e funzionale.

Disegnato da Cesare Griffa e Paolo Scoglio, il progetto nasce dalla partnership tra Rubner e IED Istituto Europeo di Design, Torino, che ha visto coinvolti gli studenti del Master in Smart Buildings and Sustainable Design nello sviluppo di soluzioni innovative di applicazione  di uno dei più antichi metodi di costruzione in legno: il sistema Blockhaus.

La Rubner SpaceShip materializza lo sguardo di Rubner verso l’Architettura del Futuro, utilizzando un materiale millenario come il legno secondo i codici di una progettazione parametrica generativa e coniugandolo con le più innovative strategie e tecnologie di bio-costruzione. Il modulo in legno è concepito come un organismo autosufficiente capace di sfruttare il sole e la fotosintesi per produrre l’energia, il cibo, l’ossigeno e l’acqua necessari al supporto vitale di chi lo occupa.

Da un lato, risultato dell’innovazione tecnologica nella lavorazione del legno, dall’altro, contenitore intelligente di processi vitali, la Rubner SpaceShip si configura come modulo passivo, implementabile con tecnologie bio-responsive che gli consentano di reagire attivamente agli stimoli ambientali del contesto ospitante.

La Rubner SpaceShip, con la sua scocca lignea pura modellata parametricamente e lavorata a controllo numerico, concretizza il punto in cui la ricerca tecnologica e formale trova la sua applicazione pratica, dimostrando come un sistema costruttivo tradizionale possa essere re-interpretato con gli strumenti della progettazione e della lavorazione più evoluti, fino a realizzare Architetture in legno dal repertorio formale pressoché illimitato.

La struttura in legno

Rubner ha fatto della tecnologia Blockhaus la sua storia costruttiva: la tecnica della costruzione in legno a pareti portanti costituite da elementi orizzontali sovrapposti ed incastrati ha da sempre connotato le creazioni dell’Azienda, al punto da divenire vera e propria cultura aziendale, fortemente improntata alla tradizione. La sfida di questa partnership tra Rubner e IED è stata proprio quella di sviluppare una ricerca formale e tecnologica che potesse arricchire il sistema Blockhaus di contenuti di innovazione, restituendo un lessico tecnologico tradizionale ad una sintassi di illimitata libertà espressiva.

I risultati proposti al termine del Master sono stati veri e propri riflettori accessi sul potenziale sopito di questa tecnologia costruttiva in legno: connessione angolare libera a due e a tre incastri, connessione parete-copertura piana, connessione parete-copertura inclinata, zona buffer, lavorazione di superficie interna ed esterna degli elementi lignei orizzontali, integrazione con l’arredo ligneo.

Il sistema vitale

La Rubner Spaceship è equipaggiata con una serie di sistemi che sfruttano l’energia solare attraverso processi fotosintetici per produrre cibo e ossigeno e per fissare l’anidride carbonica. Le pareti laterali sono rivestite internamente da un orto verticale in cui si coltivano verdure fonte di proteine vegetali dall’alto valore nutritivo (fagioli, zucche, soia) e ricche in aminoacidi, vitamine e pigmenti antiossidanti (carote, zucchine, spinaci). E’ presente anche un sistema per la coltivazione di microalghe edibili (Spirulina e Chlorella) anch’esse ricche di  proteine vegetali, e di acidi grassi polinsaturi come gli Omega 3. L’orto verticale è vita e dà la vita. Il cibo prodotto è la base alimentare degli occupanti della nave. Si tratta di un tipo di cibo molto speciale, raccomandato anche dall’OMS, in quanto alla base di una alimentazione equilibrata indispensabile per una vita in salute e capace di ridurre sensibilmente l’incidenza di malattie cardiovascolari, tumori e capace di rallentare considerevolmente l’invecchiamento delle cellule.

Le piante e alghe presenti in un ambiente cosi ristretto sono peraltro elementi fondamentali per la rigenerazione dell’aria attraverso l’assorbimento dell’anidride carbonica prodotta dalla respirazione, e la produzione di ossigeno. Piante e abitanti vivono in un processo simbiotico in cui gli scarti dell’uno (O2 per le piante e CO2 per gli uomini) diventano i nutrimenti per l’altro. Il sistema di purificazione naturale si completa grazie alla serra solare presente sulla coda della nave  in cui sono coltivate piante dalla spiccata capacità di neutralizzare le sostanze organiche volatili (formaldeide, benzene, tricloroetilene e altri componenti presenti nei vestiti, nella carta, nei detersivi e in altri prodotti di quotidiano uso domestico) come le Lingua di Suocera, il Ficus benjamina, L’Aloe e la Dracena.

L’acqua necessaria perché tutto ciò possa avvenire è raccolta dalla pioggia e stoccata in un serbatoio apposito posizionato sotto la navicella e incanalata in un sistema di irrigazione automatizzato da piccole pompe a consumeo ridotto. La luce, altra componente fondamentale dei processi fotosintetici, è la luce naturale del sole integrata da sistemi puntuali a LED nelle zone meno illuminate e di notte.

Il sistema energetico

La quantità di energia richiesta per il funzionamento della nave è ridotta al minimo indispensabile grazie ad una serie di attenzioni indirizzate all’ottimizzazione del comportamento passivo della struttura. La serra solare posta sulla coda diventa, in caso di necessità, una fonte di calore che può essere usata per climatizzare attraverso un sistema di ventilazione naturale il resto dell’abitacolo. Una coppia di estrattori di aria “air exaust” posizionati in copertura alle due estremità del modulo hanno invece il compito di evacuare l’aria calda in caso di sovrariscaldamento. Gli estrattori, ispirati alle prese d’aria dei motori sovralimentati delle “muscle car”, sono verniciati in nero opaco e creano delle camere d’aria calda sopra la copertura, aria che troverà il suo naturale sfogo salendo verso i buchi di ventilazione posti sulla parte superiore degli estrattori. Questo movimento innesca una effetto camino che succhia via in modo naturale e senza dispendio di energia l’aria calda in eccesso all’interno dell’abitacolo. Gli equipaggiamenti elettrici si riducono all’enneziale e comprendono un sistema di illuminazione a LED a basso consumo, gli aeratori per le alghe, le pompe per l’irrigazione e alcune prese di servizio fino ad un massimo di meno di 1 KW.

La nave utilizza unicamente energia elettrica prodotta dal sole grazie ad un sistema di pannelli fotovoltaici ad alto rendimento integrati in copertura, e stoccata in una batteria domestica tipo Tesla Powerwall. L’obiettivo è quello di raggiungere il 100% di autoalimentazione prodotta interamente da energia solare rinnovabile. Di giorno, i pannelli producono l’energia necessaria al funzionamento dei sistemi attivi, mentre l’energia in eccesso è stoccata nella batteria per essere utilizzata la notte o in periodi di cattivo tempo.

La Rubner SpaceShip atterrerà a Milano per il Fuorisalone 2018 e poi decollerà per insediarsi nuovamente nell’Expo Rubner di Chienes, dove sarà visitabile, fino alla prossima missione. 🙂

Crediti
Costruzione: Rubner Haus

Design: Cesare Griffa e Paolo Scoglio

Collaboratore: Davide Iannici, Gaetano Di Fede, Andrea Vissio

IED Torino, Studenti: Shadi Abou Samra, Gaetano Di Fede, Beatrice Feneri, Davide Iannici, Filippo La Placa, Maria Lucia Raiola, Giulia Roccasalva, Daria Taeb, Yury Gabriela Espinoza Lopez

IED Torino, Docenti: Cesare Griffa, Paolo Scoglio, Andrea Graziano, Marco Palma, Carlo Micono, Guido Zanzottera

Rubner
www.rubner.com
Con una produzione di più di 500 case all’anno, Rubner è leader in Italia nella costruzione di case in legno. Un basso consumo energetico, un piacevole comfort abitativo e numerosi vantaggi nei lavori di costruzione sono solo alcuni dei motivi per scegliere una casa in legno. Rubner ha acquisito una notevole esperienza nel settore attraverso la realizzazione di oltre 25.000 progetti dal 1964.